Avevo passato la mattinata seduto tra i banchi della Biblioteca Nazionale, con la testa china su una serie di documenti che avevo ottenuto grazie all'aiuto di alcuni amici. Solo nel primo pomeriggio, quando la grande sala andava ormai svuotandosi, mi ero ricordato di un appuntamento fissato già qualche settimana prima - e che quindi difficilmente …
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Gleipnir: non si parla della fine del mondo
Avevo lasciato Torshavn quella stessa mattina: avevo salutato il profilo della capitale, che dalle acque calme del porto si arrampica lungo la collina, e avevo preso, poi, quell’unica strada che attraverso le brughiere, dorate nella loro veste invernale, collega le varie isole. Una volta raggiunta l’Isola di Vagar, quella più ad Ovest, avevo avuto l’impressione …
Heimfra
Sedevo su di un muretto nella consueta cornice offerta dal piccolo villaggio di Bour al termine di una fredda giornata invernale. La spiaggia era ancora ostaggio della schiuma biancastra delle onde e a me non restava che aspettare che la marea mi restituisse quella sottile striscia di sabbia scura dove programmavo di scattare le ultime …
Gestr
Capita di frequente che qualcuno, amici o conoscenti, mi chiedano chi si nasconda dietro al personaggio di L. Qualcuno, poi, più informato di altri, mi chiede perché io, a distanza di anni, mi trovi ancora a scrivere di questo personaggio. È sempre difficile per me rispondere a questo tipo di domanda: dal mio -personalissimo- punto …
Reynisfjara
è una pioggia gelida, fine ma fastidiosa, a farsi strada attraverso la poca neve rimasta ai margini del sentiero e che, a macchie, copre il grigio ambrato delle brughiere. Solo nei pressi della costa -sabbiosa- , appena fuori dalla portata delle onde, una sottile striscia di neve bagnata - una candida fanghiglia bianca, a tratti …